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Prendi uno zaino, una bicicletta e una bussola, mettici dentro la voglia di scoprire, di stupirti e di respirare. Perché voglio portarti in Olanda, tra i mulini a vento e le nuvole disegnate nel cielo, tra i prati verdi e il Mare del Nord...

Prima di arrivare ai mulini di Kinderdijk però, ti consiglio di fermarti in Belgio, e passare per Bruges, uno dei posti più belli visti in questo viaggio. E' una cittadina fatta di vicoli, piste ciclabili e prati verdi (si, un po' come tutte le città della regione, del resto). Appena arrivi a Bruges, ti trovi nella piazza centrale tra ristoranti e piccoli negozi. Vicino la stazione degli autobus c'è una scala con un cartello che ti informa che affittano biciclette. Scendi senza timore, troverai un simpatico signore che saprà trovarti la bicicletta adatta e consigliarti come girare la città.

Il primo giorno mi soprende freddo e pioggia, obbligandomi ad acquistare un giacchetto invernale (che poi perderò su un tram) e un ombrello giallo e nero che per tua fortuna non ho fotografato. Il giorno successivo il tempo si riprende, e finalmente posso girare tra i vicoli, scattare fotografie e perdermi tra i canali, cercando a tratti posti unici dove poter fare merenda.

Dopo aver girato per tre giorni per Bruges, è il momento di dirigersi verso l'Olanda. La prima tappa è Delft, dove Jan Vermeer dipinse il famoso quadro "La veduta di Delft". Purtroppo per me, scopro solo dopo che il suo dipinto è per lo più una interpretazione di quello che vedeva, e il tempo e il progresso hanno cambiato non poco le cose. A Delft mi sorprende nuovamente la pioggia, ma decido comunque di affrontare la città con il mio bellissimo ombrello giallo e nero e una macchina fotografica che ormai posso confermarti resistente all'acqua (o almeno alla pioggia).

Con le scarpe bagnate, la macchina fotografica già carica di storie e un percorso da seguire, arrivo finalmente a Kinderdijk. Ovviamente ti consiglio di prendere la bicicletta in uno dei paesini limitrofi e farti qualche chilometro di pista ciclabile. Kinderdijk sembra uscito da un racconto, sembra un'attrazione turistica, un simbolo dell'Olanda. Invece scopro che tutto è ancora in funzione, che i mulini lavorano oggi come lavoravano centinaia di anni fa, e che addirittura esistono dei percorsi scolatici per chi vuole imparare a tenerne in moto uno. Per raccontarti di questo posto ho bisogno della mia macchina fotografica e di un drone...

Lasciato Kinderdijk, mi dirigo verso la costa, passando per qualche paesino sulla strada. Non ti fermare più del tempo di un Waffel al cioccolato, vai verso il mare e perditi un po' nel vento tra gabbiani e surfisti...

E' ora di muovermi, Amsterdam mi aspetta.

Alloggio ad Helmersbuurt, un quartiere poco fuori il centro città, in una posizione perfetta per poter programmare diversi itinerari e avere un punto di partenza comodo. La prima cosa che ho imparato arrivando ad Amsterdam è che non è una città adatta alle automobili. I parcheggi costano sette euro l'ora, e l'unico modo economico per tenere ferma l'auto è usare uno dei "Park and Ride" che sono in periferia.
Muoviti liberamente, non darti una meta precisa, Amsterdam va vissuta strada per strada, canale per canale. Passa per il museo di Van Gogh ovviamente, non perderti la casa di Anna Frank, vicino Westerkerk, poi vai verso il centro e prendi uno dei battelli che si trovano lungo i canali. Io ho preso la linea rossa, la quale si è conclusa alla stazione centrale, uno dei posti più caratteristici di Amsterdam. Da qui puoi visitare lo SkyLounge, un albergo di lusso con un bar panoramico aperto al pubblico che ti regalerà una delle più belle viste della città. Dopo il tramonto non ti rimane che perderti per i vicoli del quartiere a luci rosse, tappa quasi obbligatoria per continuare ad entrare in contatto con la cultura olandese.
Amsterdam è una di quelle città a misura d'uomo, dove le giornate sono scandite dai campanelli delle biciclette e il rumore dei battelli sui canali, le chiacchiere ai tavolini di un bistrò e la musica di un artista di strada nell'aria.

Il viaggio è quasi finito, ma prima di rientrare ho ancora qualche giorno per muovermi verso nord, Texel, un'isola del Mare del Nord. Non so se sono in grado di raccontarti di questi momenti vissuti su un peschereccio al largo del Mare del Nord, dello sguardo stanco ma fiero di un vecchio marinaio o degli occhi pieni di meraviglia di una bambina intenta a fissare il mare, incantata... personaggi che sembrano usciti direttamente dalle pagine di un libro, di cui varrebbe senza dubbio la pena ascoltare le storie. Ti lascio alle ultime foto, e come sempre con la speranza che siano loro ad arrivare dove le parole non possono.

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